Quando venne lanciato, nel lontano giugno 2003, vent’anni fa, sembrava dovesse trasformare radicalmente la vita di tutti gli internauti del pianeta.
Pian piano, media e addetti ai lavori, paventavano un mondo dove nessuno sarebbe più uscito di casa, ma dove tutti sarebbero stati seduti davanti al proprio computer, con cuffiette e microfono (e magari anche guanti e tute interattive che stimolavano il nostro corpo attraverso milioni di sensori), per vivere, appunto, la propria seconda vita. Un’esistenza parallela che avrebbe spodestato, prima o poi, la “prima vita”, quella reale.
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