Un meteorite colpirà la Terra? Quali le conseguenze?

Iniziamo con una curiosità.
La maggior parte degli asteroidi che interessano “i nostri cieli” orbitano intorno al Sole, tra Marte e Giove. Il più grande di essi si chiama Vesta e ha un diametro di 530 km; quelli più piccoli misurano meno di 10 metri di diametro.
Se potessimo unire tutti questi resti spaziali insieme non riusciremmo a eguagliare la massa della Luna.

L’idea che un meteorite di grandi dimensioni, un massiccio asteroide, possa entrare in collisione con il nostro pianeta e devastare la Terra, modificandone tutti i delicati equilibri, ci accompagna praticamente dal primo libro letto o dal primo film visto sul tema.

In effetti, la probabilità esiste, e non sarebbe la prima volta per il nostro sistema solare; ma parliamo di possibilità veramente remote, che possono verificarsi a distanza di milioni di anni (pensiamo alla scomparsa dei dinosauri, avvenuta circa 65,95 milioni di anni fa.

Tuttavia la fantasia viaggia ugualmente e a volte è solleticata anche dalla realtà, come nel caso dello studio relativo all’asteroide Apophis. Il suo diametro è di circa 335 metri ed è stato avvistato per la prima volta nel 2004.

Inizialmente gli astronomi avevano previsto un preoccupante avvicinamento alla Terra per l’anno 2029. Esclusa questa data, dopo altre osservazioni e numerosi calcoli, si è passati al 2036 come possibile rischio per il nostro pianeta.

Con ulteriori studi, e fino al 2021, si pensava che Apophis potesse, invece, avvicinarsi molto nel 2068. Anche questa stima, però, è stata scartata, proprio nel marzo (il 5) del 2021, quando l’asteroide, passando nei nostri cieli, ci ha permesso ulteriori osservazioni. Si è calcolata con maggior precisione la sua orbita e si è esclusa la possibilità di un impatto, anche nel 2068. Nessun pericolo per almeno i prossimi 100 anni.

La NASA sta progettando una missione che porterà, nel 2029, una navicella (Osiris-Rex) verso l’asteroide. Scatterà diverse foto ravvicinate, per studiare meglio il “sasso” spaziale.

Prendiamo come esempio uno studio relativo all’asteroide 2013TV135 (che comunque potevano chiamare in un altro modo, che ne so, “Pluto”, ad esempio..).

Questo oggetto volante nell’universo dovrebbe avere un diametro di 450 metri. La sua scoperta, resa possibile dallo staff dell’Osservatorio Astrofisico di Crimea (in Ucraina), risale al 12 ottobre del 2013. Il “papà” di 2013TV135 è l’astronomo Gennady Borisov.

Inizialmente, le stime degli esperti, nel caso in cui l’orbita di 2013TV135 fosse stata in linea con il nostro pianeta, portavano ad un eventuale impatto il 26 agosto del 2032. Già allora si trattava di una remota probabilità, pari allo 0,0016%, oppure 16 possibilità su un milione. Infatti la Nasa l’ha tolto poi dalla lista dei possibili asteroidi da tenere d’occhio (lista disponibile online, in basso trovi il collegamento).

Tuttavia, avendo dati a sufficienza, proviamo a immaginare cosa sarebbe accaduto se si fosse scontrato con la Terra.

L’energia sprigionata equivarrebbe a 3200 megatoni di TNT, circa 60 volte la “Bomba Zar” (una bomba progettata nell’Unione Sovietica, con una potenza pari a 3125 volte quella sprigionata dalla bomba su Hiroshima). Stiamo quindi parlando di una collisione 187mila volte più devastante dell’ordigno sganciato sulla città giapponese durante la seconda guerra mondiale.

Asteroide, meteorite. Cielo stellato.
Foto di Chris Henry© su Unsplash

Si tratta di un sistema di misurazione internazionale sul grado di pericolo legato ad un eventuale impatto tra un oggetto spaziale (un asteroide, ad esempio) e la Terra; si chiama “Torino” perché è stato perfezionato proprio nel capoluogo piemontese, durante una conferenza del 1999.

La scala va da 0 a 10, dove 0 rappresenta l’assenza totale di pericolo e bassissima probabilità di impatto e 10 significa impatto sicuro con devastazione dell’intero pianeta.

Nel caso appena visto sopra, 2013TV135 veniva inizialmente posizionato ad un timido livello “1”, quindi molto basso. Dopo ulteriori osservazioni è stato poi declassato al livello “0” della Scala Torino, quindi nullo. L’asteroide, infatti, non risulta più come possibile/eventuale pericolo per la Terra.

Nel gennaio 2015 è passato vicino a noi l’Asteroide 2004 BL86.

2013, 15 febbraio. Asteroide 2012 DA14.
La Nasa mette a disposizione la sua sofisticata strumentazione per acconsentire a tutti i curiosi, di osservare online l’evento che sta interessando il nostro pianeta. E’ previsto per le 20.25 circa (ora italiana) il passaggio dell’asteroide chiamato 2012 DA14, di circa 130 mila tonnellate, che passerà a “soli” 27.700 km dalla Terra. Il momento di maggior vicinanza sarà quando il corpo celeste sorvolerà l’area dell’Oceano Indiano. Buona visione!

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