Come disabilitare l’Intelligenza Artificiale da Google

Stiamo vivendo un periodo davvero insolito sul web. Una vera e propria rivoluzione, positiva per alcuni ma negativa per altri.

L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (sigla A.I. in inglese) si sta espandendo a macchia d’olio, in tutto quell’oceano chiamato Internet.

Le cose che si possono fare con l’A.I. sono davvero tante, diverse e interessanti per il nostro futuro. Un possibile aiuto per risolvere problemi storici o, magari, un giorno, quella marcia in più che ci porterà a curare malattie oggi incurabili. Questo è sicuramente l’aspetto bello della nuova tecnologia.

L’altro aspetto, a tratti inquietante, riguarda il proliferare di opere, contenuti, fotografie non reali. Nel senso che nessuna persona si è cimentata nella loro realizzazione.

E fin qui, direte, che male c’è? Apparentemente nessun aspetto negativo.

Tuttavia, ci troviamo di fronte ad un mondo (soprattutto quello online, ma potrebbe benissimo avere ripercussioni sulla nostra vita “reale”) dove non si sa più chi abbia realizzato certi lavori. Puoi spacciare per vera qualsiasi cosa costruita ad arte.

Alcune fotografie, ad esempio, sono oggetto di dibattiti tra chi crede siano state realmente scattate e chi invece nota particolari che conducono all’Intelligenza Artificiale.

Diversi servizi online ti permettono di risolvere problemi matematici in due secondi. Puoi anche farti fare un tema, una tesina da applicazioni tipo ChatGPT. Una vera manna per gli studenti.

Certo, anche prima c’erano persone che potevano creare bufale, fake news, foto ritoccate e farle passare per vere. La differenza è che ora chiunque può farlo, senza particolari conoscenze tecniche, e con maggiore velocità. Più veloce, ergo, maggiore il numero di “falsi” che si possono far circolare in rete.

Un fenomeno che va sicuramente regolamentato, o avremo un’alterazione della realtà percepita senza precedenti. Non si saprà più cosa sia vero e cosa non lo sia.

Spero vivamente che il mio sia lo scenario più improbabile da vedere in futuro. Nel frattempo si potrebbe limitare questo prolificare di contenuti “anonimi” partendo dalla ricerca web.

Non molti lo sanno ma, quando si fa una ricerca sul principale motore di ricerca utilizzato (Google), i risultati sono il frutto di un algoritmo basato sull’intelligenza artificiale generativa.

Sui forum di assistenza Google, soprattutto negli Stati Uniti dove l’algoritmo è attivo da tempo, si possono trovare tantissime richieste sul “Come disattivare l’A.I. dai risultati di ricerca“.

Qui sotto, nell’immagine, giusto un estratto del lungo elenco:

Forum assistenza Google. Richieste disabilitazione I.I. dalle ricerche

Anche un personaggio di spicco, negli USA, come la SEO Llily Ray, particolarmente attenta sulle evoluzioni del noto motore di ricerca, ha trattato l’argomento su X (Twitter):

Esiste alla fine un modo per disattivare, disabilitare l’intelligenza artificiale da Google?

Ho provato a cercare un po’ in rete, soprattutto tra i forum americani, e ho trovato una segnalazione che riporta ad un tweet di Google SearchLiaison, un profilo che spiega un po’ come funziona “Google Search”. L’intermediario, tra gli utenti e il motore di ricerca, è Danny Sullivan.

Vediamo subito quanto postato (tra l’altro è molto interessante leggere i commenti relativi al tweet che segue, con lamentele diffuse):

In pratica, leggendo i post successivi, si è compreso che esiste una modalità per disabilitare l’A.I. da Google. Ovviamente, si tratta di un’operazione manuale che deve effettuare l’utente e non proprio messa in risalto, a cominciare dal nome.

Ecco come fare:

  • Prima di tutto si deve comunque fare una ricerca su Google.
  • Poi, aperta la pagina dei risultati, si guarda la barra in alto dove appaiono le varie sezioni (“Tutti”, “Notizie”, “Immagini”, “Video” ecc..).
    Qui si cerca la sezione “Web”.
    Attenzione, in mobile (smartphone) si vede quasi subito, mentre su desktop (PC) potrebbe essere necessario cliccare prima su “Altro” per vederla comparire.
  • Andare quindi su “Web” e si caricherà una nuova pagina dei risultati.

Ecco, questi dovrebbero essere i risultati di ricerca “tradizionali”, senza l’ausilio dell’intelligenza artificiale.

Al momento (e non c’erano dubbi) Google non permette di impostare questa funzione per tutte le ricerche. Infatti, si dovrà procedere con i punti sopra elencati per ogni ricerca effettuata.
Capite da soli che saranno in pochissimi a farlo. Si perde tempo (primo) e la maggioranza degli utenti non ha la minima idea di cosa stia accadendo (secondo).

Per fortuna l’Unione Europea si sta muovendo per chiedere spiegazioni ai grandi colossi del web (non solo Google ma anche Facebook, X/Twitter, Instagram, Bing..) sulle caratteristiche di tali strumenti da loro utilizzati.

L’aspetto più triste di questo fenomeno è che l’A.I. prende spunto (“ruba”?) dai contenuti presenti nel web e realizzati da persone fisiche. Il risultato è che il lavoro di questi ultimi viene sfruttato e monetizzato dai giganti digitali, senza riconoscere alcunché ai creatori originali.

Mi ha particolarmente colpito la storia di una blogger americana che scriveva online da 21 anni. La sua attività era tutto per lei. Le dava da mangiare, da vivere e contribuiva al sostentamento della sua famiglia. Si è sempre adeguata ai cambiamenti degli algoritmi, alle nuove tecnologie. Ora, però, come scrive lei, Google ha distrutto tutto e utilizza i suoi contenuti con l’intelligenza artificiale senza riconoscerne il lavoro di oltre due decenni.

Come si dice in questi casi, chi vivrà vedrà..

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