Criminalità in Italia, dati. Confronto con altri paesi

Pagina aggiornata il 5 Maggio, 2023

Oggi ci occupiamo di alcuni dati interessanti che fanno riflettere, soprattutto sul ruolo che hanno i media (non solo TV e quotidiani, ma anche siti web e social).

Riprendiamo questo vecchio articolo per introdurre alcuni aggiornamenti, relativi ai nuovi dati a disposizione sulla criminalità.

Se guardiamo, ad esempio, al numero di omicidi intenzionali/volontari, rispetto alla popolazione, nel 2020, scopriamo subito che l’Italia si trova al 4° posto (nel mondo) nella classifica dei paesi più sicuri (in relazione a tale reato). I primi tre posti sono occupati da Giappone, Indonesia e Cina.

Nazioni con più omicidi, rispetto alla nostra, sono: Germania (5°), Regno Unito (6°), Francia (7°), Stati Uniti (16°), Russia (21°), Svizzera (22°), e via via. Il maggior numero di omicidi si registrano (tenendo in considerazione grandi stati) in Messico, Brasile, Sud Africa.

Considerando i continenti, il tasso di omicidi ogni 100.000 abitanti porta a questa tabella:

  • America del Nord e del Sud (17.2)
  • Africa (13.0)
  • Mondo (6.1)
  • Europa (3.0)
  • Oceania (2.8)
  • Asia (2.3)

L’Asia risulta il territorio con meno omicidi volontari.

Segue testo precedente

L’Italia è al 47º posto nel mondo per omicidi. Un terzo degli Usa. Il tasso di criminalità, omicidi è più basso che in Finlandia, Francia, Islanda, Australia, Canada e Regno Unito. Lievemente più alto che in Spagna, Germania e Olanda.

Il nostro paese è anche al 46° posto per tassi di stupro.

Nel 1991 l’ultimo picco per tasso di omicidi. Oltre un terzo era attribuito alla criminalità organizzata (nel 2006, invece, solo un sesto).

Gli omicidi in ambito familiare o passionali sono aumentati negli anni, raggiungendo il massimo nel 2002/2003.

Dal 2008 al 2017, In Europa, il tasso di omicidi intenzionali è calato del 20%. In Italia un tasso dello 0,6 ogni 100.000 abitanti, tra i più bassi. Se nel 2008 i delitti furono 615, nel 2017 si sono quasi dimezzati, scendendo a 371. Aggiornamento: sono ancora diminuiti nel 2019 (314) e poi nel 2021 (289). Ricordiamoci che nel 1990 erano 3.012.

La differenza con gli altri paesi è nella percezione:
mentre in Germania solo il 2% dei telegiornali/giornali è dedicato alla criminalità (in Francia e Spagna il 4%), in Italia sale all’11%.

I media italiani puntano alla “serializzazione” e alla “drammatizzazione” dei casi criminali, mentre in altri paesi l’informazione è “puntuale” e “contestuale”(secondo il sociologo Ilvo Diamanti).

Inoltre, nei media italiani, è molto diffusa la pratica di indicare la nazionalità del “criminale”, rinforzando in tal modo, nell’opinione pubblica, i pregiudizi verso immigrati.

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Forze dell’ordine, Polizia e Carabinieri

Fonti:

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