Ricerche italiane in Antartide: Mario Zucchelli e Concordia

L’Italia può vantare due basi di ricerca nel continente più inospitale del nostro pianeta, l’Antartide. Una, la Stazione Mario Zucchelli (dal 1986), è totalmente italiana, mentre la seconda, la Concordia (dal 1996 con la prima postazione temporanea), a 1.200 chilometri di distanza, fa parte di un progetto italo-francese.

La Stazione Mario Zucchelli (riconosciuta anche come BTN – Baia Terra Nova fino al 2005) dispone di magazzini, laboratori, impianti, servizi, alloggi e varie unità satelliti. Funge anche da sostegno logistico alla base Concordia, situata più nell’entroterra ad un’altitudine di 3234 metri sul livello del mare.

Il MIUR finanzia il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA).
Per l’atterraggio degli aerei viene realizzata una pista di ghiaccio spessa due metri e mezzo.

Programma Nazionale di Ricerche in Antartide

L’attività della base Mario Zucchelli si svolge durante l’estate australe, cioè quando da noi è pieno inverno. Solitamente inizia verso ottobre e termina a febbraio/marzo.

La sua costruzione è iniziata tra il 1986 e il 1987, durante la seconda spedizione italiana in Antartide. Piena operatività è stata raggiunta con la quarta spedizione, tra il 1988 e il 1989.

La Concordia ha permesso di ricostruire le variazioni climatiche in Antartide degli ultimi 720 mila anni (progetto EPICA). Qui, lo spessore del ghiaccio va oltre i 3.000 metri con temperature che scendono fino a -80 °C.

Nel 2005 è diventata permanente e non più temporanea. Con questa trasformazione la base può rimanere aperta tutto l’anno. I ricercatori trascorrono nove mesi in completo isolamento durante l’inverno antartico.

Non solo Italia e Francia. La stazione Concordia è diventata nel tempo un punto di riferimento per i ricercatori di tutto il mondo.

Qui sotto potete trovare i collegamenti web, con il servizio webcam, in Antartide.

(La fonte di alcune informazioni è Wikipedia)

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