C’è una scena, in Game of Thrones (il Trono di Spade), che ha marchiato l’immaginario collettivo: la “Red Wedding” (le “Nozze Rosse“), l’eccidio durante il banchetto nuziale nell’episodio The Rains of Castamere (stagione 3, episodio 9).
George R. R. Martin (l’autore del libro) ha dichiarato di essersi ispirato a eventi storici reali, in particolare alla “Black Dinner” scozzese del 1440 (e al massacro di Glencoe del 1692).
L’ispirazione legata ad un evento del 1440 a Edimburgo
La “Black Dinner” si svolse al Castello di Edimburgo nel 1440: il giovane William Douglas, 6º conte di Douglas, e il fratello David furono invitati a corte e, secondo il racconto tramandato, durante il banchetto fu servita la testa di un toro nero, simbolo di morte, prima che i due venissero accusati di tradimento e decapitati.
L’episodio, orchestrato nell’orbita di potere del cancelliere William Crichton durante la minorità del re Giacomo II, passò alla storia come monito sulla fragilità della “protezione dell’ospite”.
Le “Nozze Rosse” italiane
Un’eco italiana di crudeltà familiare e tradimento a tavola risuona a Perugia, nel luglio 1500: le cosiddette “Nozze rosse dei Baglioni“.
Approfittando dei festeggiamenti per il matrimonio di Astorre Baglioni (con Lavinia Colonna, secondo molte ricostruzioni), una congiura interna -alla quale fonti associano anche Giulio Cesare da Varano- si scatenò contro i signori della città.
Nella notte tra il 14 e il 15 luglio vennero uccisi Astorre, il padre Guido e il parente Rodolfo, insieme ad altri membri della casata. La strage aprì un effimero colpo di mano sul controllo di Perugia.
Il riferimento a Glencoe, del 1692
Due secoli dopo, un’altra ferita si aprì in Scozia: il massacro di Glencoe (1692).
Qui, i MacDonald di Glencoe furono sterminati dagli ospiti a cui avevano dato accoglienza, i soldati del clan Campbell.
Sotto il pretesto di vecchie rivalità e di un giuramento al re Guglielmo III, gli ospiti si trasformarono in carnefici, infrangendo deliberatamente le leggi dell’ospitalità.
Che cosa lega questi quattro racconti
La finzione di Westeros, la Scozia del XV e del XVII secolo e l’Umbria rinascimentale.
Non soltanto il sangue versato “sotto il tetto dell’ospitalità”, ma il tradimento di una regola non scritta: il patto di fiducia che dovrebbe sospendere le ostilità quando si spezza il pane insieme.

Martin ha trasformato quell’archetipo in dramma moderno; la storia, però, l’aveva già messo in scena -con un toro nero su una mensa reale, un matrimonio che si fece congiura e un intero clan sterminato sotto il tetto che lo ospitava- mostrandoci quanto spesso il potere preferisca la lama all’onore.