Cercare lavoro: attenzione al profilo Facebook. Anche a scuola

Donna al pcOrmai quasi tutti sono a conoscenza, diretta o indiretta, dell'esistenza di un social network (il più diffuso) di nome Facebook. Se un tempo lo utilizzavano solo ragazzi e trenta-quarantenni, oggi ci troviamo anche i genitori, gli zii e i nonni di quei primi utenti.

Condividere emozioni, fotografie, pensieri, vacanze e propri gusti, è diventato un "must" per gli assidui frequentatori del servizio online, realizzato dall'americano Mark Zuckerberg. Tutti sanno tutto di tutti, dai fatti personali ai pettegolezzi dei colleghi. Ma cosa comporta questa presenza virtuale se cerchiamo lavoro?

Qui son gioie e dolori. E spesso solo i secondi.

Esempio di situazione classica.

Mario (nome preso a caso) si alza la mattina ed entra nel suo ruolo di disoccupato. Inizia a cercare su internet qualche offerta di lavoro accessibile e in sintonia con le sue capacità, esperienze e i suoi studi.

Dopo ore di link visitati, ecco che finalmente appare sullo schermo l'occupazione della sua vita. Quella perfetta, che si presenta con un bell'annuncio di ricerca personale.
In basso si trova l'indirizzo email al quale inviare la domanda di presentazione (che in realtà pochi, purtroppo, mandano) e il curriculum vitae.

Il CV di Mario è stato realizzato alla grande, sulle indicazioni del modello europeo e analizzato sia grammaticalmente che a livello di contenuti. I titoli sono buoni, le figure professionali intraprese in precedenza altrettanto. Preme "invio" con la consapevolezza che il posto vacante possa essere suo, ormai. Non ce n'è. Mario ha buone possibilità.

Il responsabile dell'ufficio del personale riceve la bella lettera di Mario. La legge e ne è entusiasta. Sta per rispondere positivamente alla mail del candidato, quando, per un attimo, decide di bloccarsi e inizia a pensare: ma sarà veramente la persona seria che trapela da questo CV? Come scoprirlo...? Ah, ecco la soluzione!

Già. La soluzione è a portata di mano, o di mouse. Il responsabile rimane al computer, apre un browser e cerca il social network per eccellenza, Facebook. Entra con le proprie credenziali e cerca nella barra in alto il buon "Mario". Dai dati del curriculum e dalla foto allegata, riesce subito a trovare il profilo del disoccupato. Appena si apre la pagina, ecco la sorpresa.

Foto di Mario ubriaco di prima mattina, messaggi di amici che lo rimproverano per la sua maleducazione, post dello stesso Mario dove scrive il suo disappunto verso la voglia di lavorare, di risolvere i problemi; altri dove dichiara di non sapere alcunché delle lingue straniere (segnalate poi nel proprio curriculum).
Insomma, diciamo che la presenza online di Mario, grazie a Facebook, contraddice completamente quanto descritto in occasione della email inviata.

A volte basta anche solo un'immagine, una scritta, per fornire un pregiudizio nei vostri confronti, magari anche infondato, ma determinante in sede di selezione del personale. Non si può sapere chi c'è dall'altra parte, che carattere e principi ha la persona designata per prendere in considerazione la vostra candidatura.

Anche se avete limitato la vostra vita online ad un pubblico ristretto di amici, per come è strutturato Facebook, potreste cascare ugualmente nel caso appena descritto, con un tag di un vostro amico, che, invece, ha il profilo pubblico.

E quindi?

Quindi, se volete piena libertà di espressione pubblica e allo stesso tempo trovare lavoro, vi conviene iniziare a impostare una privacy non di ferro, ma d'acciaio. Poi togliete le immagini compromettenti, eliminate le frasi infelici o equivoche, soggette a più interpretazioni; se proprio non volete abbandonare il social network.
"Restringete" anche la privacy del passato (funzione prevista dal servizio). Provate a cercare il vostro profilo da un account che non vi è "amico", per verificare cosa si veda e, cioè, cosa possa vedere di voi un perfetto sconosciuto (chiedete a qualcuno di togliervi temporaneamente l'amicizia, in modo da fare questa prova).

Insomma, pensate a Facebook (o altri social, blog, siti di vostra proprietà) come ad un'appendice del vostro curriculum, un'estensione del vostro profilo.

Il sottoscritto riceve numerosi CV, inviati via email. Dalla lettura del documento alla ricerca del profilo online, il passo è veramente breve. Da un profilo social si può capire molto su un potenziale candidato. Si capisce meglio con chi si ha a che fare (privacy impostata permettendo).

Attenzione. Questo non vale solo per chi cerca lavoro, ma anche per gli studenti. In questo caso il responsabile dell'ufficio del personale non c'è, ma viene sostituito dall'insegnante, dal professore. Il profilo online potrebbe condizionare il giudizio nei vostri confronti in ambito scolastico.

Se cercate lavoro, se studiate, non sottovalutate questo aspetto.