Euro, tornare alla Lira? Una follia per le conseguenze

Molti, più che altro coloro che vogliono raccogliere consensi facili, da un po' di tempo accusano l'Euro e l'Europa dei problemi tipici dell'Italia, ormai storici. La campagna "nazionalista" trova anche consensi perché è molto semplice convincere la gente che se c'è la crisi economica, la disoccupazione, l'elevato debito pubblico, non è colpa nostra ma di qualcun altro. In effetti fa molto comodo come spiegazione.

Proprio per questa continua critica all'Unione Europea e alla sua moneta, sarebbe istruttivo sapere da chi vuol tornare alla Lira come pagherebbe tutte le risorse che l'Italia non ha e deve per forza importare (petrolio, gas, carbone, materie prime varie) con conseguente crescita dell'importo di bollette del gas, dell'elettricità, del prezzo della benzina, ecc..., utilizzando una moneta debole in continua svalutazione.

Sovranità monetaria: "In Lire possiamo stampare quanta moneta vogliamo, quando ne abbiamo bisogno", questo dicono. Ma dovrebbero aggiungere che più moneta stampi più questa perde valore. Vogliamo veramente arrivare al punto di pagare 20 mila Lire un po' di pane?

Poi sarebbe simpatico spiegare quali soggetti comprerebbero mai il nostro debito pubblico in Lire, cioè in una moneta che perde valore ad ogni svalutazione (poiché questa è la soluzione degli anti-Euro: svalutare, svalutare, svalutare). Senza contare il fatto che in un eventuale passaggio dall'Euro alla Lira tutti (prima del cambio) porterebbero i propri risparmi all'estero per non rimetterci potere d'acquisto, disintegrando la liquidità nel nostro Paese.
Ma vogliamo metterci anche l'inevitabile aumento dell'inflazione con incremento dei prezzi? E i mutui, i prestiti? Scordiamoci i tassi d'interesse attuali, cioè 4-5% (in lire erano anche al 12% negli anni '90!).

Già, sarebbe carino se venissero spiegate queste "insignificanti" conseguenze...

Mi viene un dubbio... ma non credo di essere sulla strada giusta: non è che magari la crisi economica sia dovuta alla globalizzazione, al conseguente aumento della concorrenza asiatica che propone prezzi più bassi delle nostre aziende e ai mancati investimenti pubblici e privati degli ultimi 15 anni (investimenti che invece la Germania ha fatto ed ora esporta "in Euro" in tutto il mondo)?
Mah, chissà...