Immigrati, stranieri in Italia: un problema storico di coscienza

"No, no, non sono io che sono razzista... però, state a casa vostra!"

In questi giorni ho letto tante di quelle frasi insensate sulla strage del Mediterraneo, sull'immigrazione in Italia, e ascoltato alcuni parlamentari in video, da far venire i brividi.

Sono d'accordo, "tornate al vostro paese", ma a qualche "piccola" condizione che qualche fetta di prosciutto sugli occhi sembra impedirne la comprensione (magari un ripasso di storia potrebbe essere utile, così come uscire dal proprio guscio e informarsi su come va il mondo).

1) restituiamo all'Africa tre secoli di risorse rubate e saccheggiate (dal petrolio ai diamanti, dalle materie prime industriali all'agricoltura come il cotone, fino all'oro e ad altre gemme preziose, nonché l'avorio).

2) chiudiamo tutte le multinazionali che sfruttano, consumano, devastano ogni giorno il territorio africano, per permetterci i nostri sfizi da persone frustrate.

3) smettiamo di vendere armi in Africa (Italia inclusa, le cui mine antiuomo, tra l'altro, sparse a sud del Mediterraneo, fanno perdere se non la vita, arti inferiori e superiori di molti bambini), sia a ribelli che a dittatori (tanto si uccidono fra di loro, a noi interessano solo i dindi, no?).

4) paghiamo tutti i danni causati da secoli di schiavitù, di famiglie strappate alle proprie terre, di persone costrette a grandi umiliazioni per i vizi dell'uomo "evoluto" che dà sul bianchiccio.

5) blocchiamo tutti i traffici di rifiuti (specialmente quelli tossici) dalle nostre belle casette con giardino verso le terre, i laghi, i fiumi dell'Africa.

6) la Terra non è di nessuno, il solo fatto di nascere di qua o di là non è un merito, ma tanta fortuna o sfortuna. Gli stati africani non sono mai esistiti, è stato l'omino bianco a delineare confini, creando un caos senza precedenti, perché ha diviso le tribù obbligandole a stare in paesi diversi e ha invece costretto a convivere tribù, che non si sopportano, nello stesso stato. Bello giocare a Risiko con la pelle degli altri...

PS: gli smartphone, i pc, i tablet che utilizzate per mandare questa gente a "quel paese" sono realizzati grazie al Coltan, materia prima che si trova in Africa e che noi (occidentali "sviluppati") acquistiamo finanziando guerriglieri, i quali, sempre con le nostre armi, provocano guerre civili, costringendo la gente a scappare dall'Africa...
ma guarda un po'...

Segue post del 2013

Si parla molto ultimamente del problema integrazione, tra italiani e stranieri, soprattutto in seguito alle dichiarazioni del nuovo ministro Cécile Kyenge che ha manifestato l'intenzione di introdurre lo Ius Soli, il diritto di cittadinanza per nascita.

Il problema principale è dovuto al periodo di crisi. Quando non c'è lavoro, quando l'economia non gira e la gente s'impoverisce, ecco venir fuori una buona dose di razzismo, che in realtà i diretti interessati negano, definendo le loro critiche più legate all'orgoglio nazionale, alla cultura italiana.

Molti di questi cittadini che si sentono italiani da secoli, per generazioni, dai tempi dell'Antica Roma (anche se proprio l'Impero Romano era il più grande contenitore di diverse etnie, dove uno schiavo non italico poteva pure diventare generale o accedere ad alte cariche politiche), vorrebbero rimandare al proprio paese tutti gli stranieri che non lavorano e che occupano il suolo italiano.

Bella idea. E sarei pure d'accordo, a patto che...

  • i cosiddetti paesi "civilizzati" (Europa, Stati Uniti in primis) restituissero tutte le risorse saccheggiate negli ultimi due secoli in Africa
  • si chiudessero tutte le multinazionali che continuano a consumare il territorio africano, privando i popoli indigeni di terra, cibo, acqua e preziosi minerali, nonché il petrolio, che potrebbero invece risollevare le sorti di questa povera gente.
  • smettessimo di vendere armi a dittatori e ribelli, obbligandoli a massacrarsi a vicenda, in cambio di terre, risorse (tra i quali i famosi diamanti e i minerali indispensabili per gli apparecchi elettronici)

Senza contare il debito verso un continente che per generazioni ha dovuto subire l'orrore dello schiavismo.

Allora sì, sarei "felice" di rimandare "a quel paese" gli stranieri che non riescono a trovar lavoro nel nostro Stato. Perché, almeno, avrebbero qualche possibilità di sopravvivere e crescere insieme al proprio popolo.

L'Africa è un paese ricchissimo di materie prime e di terra. Gli africani potrebbero vivere dignitosamente con i propri mezzi.

Purtroppo, qualcuno, da circa duecento anni non glielo permette. E, tuttavia, anziché cercare di aiutarli (con uno scambio equo: io ti tolgo tutte le tue preziose materie prime e, in cambio, ti permetto di vivere dignitosamente, di non morire di fame...), cosa fa questo certo "qualcuno"? Li odia, li vuole cacciare, li incolpa di tutti i mali del mondo...

Già... che bella società... ci siamo creati. Egoismo, consumismo, ipocrisia, perbenismo.

Aneddoto:
quando sono stato in Africa -non come turista- sono finito in un villaggio desolato nel nord del Kenya, in mezzo al deserto. C'erano sei, sette capanne con altrettante famiglie. In tutto il villaggio, una sola capra come animale.
Beh... quando io e altri due "visi pallidi" siamo stati gentilmente ospitati, è capitato qualcosa di incredibile. Uno di quei fatti che ti fa vergognare non poco. Le famiglie avevano deciso, senza esitazione e con il sorriso sempre stampato sulle loro facce, di ammazzare la capra per darci da mangiare... volevamo far mangiare a noi, proprio noi, bianchi, occidentali, che a casa nostra il cibo lo sprechiamo come se niente fosse.
E' stato un grande momento di altruismo fuori dal comune. Una scena che la dice lunga sul come siamo diventati e sul come sono loro, finché non vengono contaminati dalla nostra presenza, dai nostri egoismi, dalle nostre frenesie, le nostre pretese e le nostre paure del diverso, dello straniero, che molto bene dimostriamo alla loro vista.

Ovviamente abbiamo impedito loro di sacrificare questo bene prezioso e ci siamo bevuti un semplice caffè, la cui preparazione era durata un'ora.