Bufale su Facebook: ignoranza e condivisione selvaggia

Potrebbe essere un importante strumento di informazione, di democrazia, Facebook. Purtroppo, però, non è così.

Il copia&incolla selvaggio dilaga. Si condividono link, foto, articoli, spesso (90% dei casi?) senza verificarne la fonte, la veridicità. Diffondendo, in tal modo, informazioni false, bufale. Alimentando odio in alcuni casi (vedi immagini/post su religioni, stranieri, poteri forti, vaccini, ecc...) senza dire la verità.

Per fortuna alcune persone dotate di buon senso chiedono all'autore, prima di condividere, quali siano le fonti. Altri cercano sui motori di ricerca dei riscontri, delle notizie ufficiali. Ma in pochi ragionano prima di "indignarsi", di scrivere commenti volgari e offendere chi non la pensa come loro.

L'ignoranza della gente che si percepiva per la strada, spostandosi in rete non migliora di certo. La base è quella, non c'è niente da fare. Qualcuno lo sa e ci lucra sopra senza scrupoli. Il problema è che la rete amplifica il fenomeno, dando parola a persone che un tempo si sarebbero vergognate di dire in pubblico tante scemenze.

Come diceva Umberto Eco

"I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli".

Tutto questo ha portato ad un livello preoccupante della nostra "evoluzione". La gente crede più alle fantasie del primo arrivato, sconosciuti che scrivono su un blog o mettono una frase su una vignetta, piuttosto che a scienziati, medici, professionisti, che hanno studiato decenni per conoscere bene l'argomento di cui trattano. 

Sembra pazzesco, ma è la realtà attuale.
Quasi nessuno verifica (o ragiona su) ciò che legge. Spesso, chi condivide un post, articolo, neanche ne legge il contenuto, ma si ferma al titolo... e ha pure il coraggio di indignarsi, di dire "Vergogna!!" senza avere la minima idea di ciò che sta scrivendo.

In pratica, credere a bufale, a notizie non verificate, date dal primo che capita, è diventata la "contro informazione", la "vera" informazione, secondo l'opinione di coloro che ne vengono affascinati. Ma forse per "contro-informazione", in questo caso, si intende che tutto ciò che viene scritto è contro l'informazione, quindi disinformazione... .

La vera "contro-informazione", invece, è quella prodotta da coloro che non credono ad ogni "cavolata" che appare sullo schermo, che verificano prima di diffondere, condividere. 

Una volta si diceva "...è vero! L'hanno detto alla televisione!". Oggi si dice "...è vero! L'ho letto su Facebook!".

(Sigh!)