Ricerca scientifica di qualità, Italia meglio degli Usa. Ma i giornali non ne parlano

Ricerca scientificaLa rivista "Nature" (giornale internazionale delle scienze) ha pubblicato sul proprio portale internet una serie di notizie importanti.

Tra queste ne spicca una di particolare interesse che prende in considerazione il nostro "martoriato" e "sempre criticato" Paese.

Per quanto riguarda la qualità della ricerca, Nature, cita uno studio commissionato dal Governo britannico sull'andamento, nel tempo, dell'impatto scientifico prodotto dalle pubblicazioni dei diversi stati a livello mondiale.

L'articolo inizia con il descrivere un costante peggioramento della qualità negli Stati Uniti d'America (USA). Il parametro utilizzato per questa classifica è il numero di volte che una ricerca viene citata nelle riviste.

Dai risultati si apprende che il Regno Unito (UK) ha superato gli americani già nel 2006, mentre l'Italia ha effettuato il sorpasso nel 2012.

Non solo. Guardando il grafico si apprende che la qualità della ricerca italiana è al di sopra della media mondiale ed è terza dopo Svizzera e Regno Unito.

Queste statistiche portano ad interessanti considerazioni.
Se l'Italia, così disattenta nel fornire il giusto apporto al settore scientifico, troppo spesso lasciato in balia degli eventi, con risicati fondi e stipendi ridicoli, dedicasse invece maggiore attenzione alla ricerca, dove arriverebbe?

Pensiamo solo al nostro passato, ai personaggi illustri come Leonardo da Vinci (un genio a 360° che, tra le altre cose, progettò il volo già 500 anni fa), Galileo Galilei (il padre dell'astronomia), Alessandro Volta (l'inventore dell'elettricità, senza di lui oggi non funzionerebbe nulla), Enrico Fermi (considerato tra i più grandi scienziati di tutti i tempi), Guglielmo Marconi (inventore del telegrafo, l'inizio di tutte le telecomunicazioni), Antonio Meucci (l'inventore del telefono, senza di lui non ci sarebbero telefoni, cellulari, smartphone, internet).... e l'elenco continuerebbe ancora a lungo.

RISORSE

La scienza, la ricerca scientifica, sono nel DNA degli italiani; è il nostro patrimonio genetico, ovviamente da salvaguardare e non perdere. Così come la cultura, l'arte, il design, l'arte culinaria... basterebbe qualche investimento in più per vivere di rendita e riacquisire prestigio a livello internazionale.