Separazione (divisione) dei Poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario)

Tra i principi fondamentali del diritto, la separazione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) vuole garantire una pluralità d'azione che allontana il pericolo di tirannia, sovranità assoluta, governo di un paese nelle mani di una sola persona, o ristretto gruppo.

E' la base delle moderne democrazie.

Come funziona in pratica?
Il Potere Legislativo è affidato al parlamento
Il Potere Esecutivo è prerogativa del governo
Il Potere Giudiziario è attribuito ai giudici

Storia
I primi pensieri "Separatisti" risalgono alla Grecia classica.
In Platone troviamo l'indipendenza del giudice dal potere politico.
In Aristotele forme di governo misto con la classificazione dei diversi poteri.
In Polibio, parlando di Roma: esempio di governo misto, con il potere diviso tra istituzioni democratiche (i comizi), aristocratiche (il Senato) e monarchiche (i consoli).

John Locke
Distinzione tra gubernaculum e iurisdictio: azione di governo da una parte, produzione e applicazione delle norme giuridiche dall'altra. Nei Due trattati sul governo (1690), Locke parla di potere legislativo, potere esecutivo e potere federativo (politica estera e difesa).

Montesquieu
E' lui, il filosofo francese, la persona che sempre viene in mente quando si parla di separazione dei poteri (Spirito delle leggi, 1748).

"Chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva sin dove non trova limiti" - "occorre che [...] il potere arresti il potere".

Il potere legislativo

"verrà affidato e al corpo dei nobili e al corpo che sarà scelto per rappresentare il popolo",

mentre il potere esecutivo

"deve essere nelle mani d'un monarca perché questa parte del governo, che ha bisogno quasi sempre d'una azione istantanea, è amministrata meglio da uno che da parecchi".

L'esecutivo e il legislativo si controllano a vicenda.
Il potere giudiziario è affidato a giudici presi dal popolo.

(Tra le fonti anche Wikipedia: it.wikipedia.org/wiki/Separazione_dei_poteri)